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Caldo: raccomandazioni vere o false?

C A L D O.

Una parola che in questi giorni tremendi non vorremmo nemmeno sentir pronunciare. Purtroppo però dobbiamo gestirlo, cercare di non subirlo passivamente, ma cercare di sintonizzarci con l’ambiente, armonizzarci con esso. Questo lo possiamo fare ritoccando le nostre abitudini alimentari. Ma attenzione: diffidate da certe raccomandazioni!
In ogni TG, GT, quotidiano, rivista scandalistica o radiogiornale è immancabile la notizia “Caldo da record – Ondata di caldo miete vittime” e ogni volta la musica è sempre la stessa: bere tanta acqua, non uscire durante le ore più calde (geniale…), evitare possibilmente rognone e fois gras, mangiare spesso gelati, tantissima frutta e verdura, fare spesso visita a nonni e nonne.

Ecco perché queste raccomandazioni sono non solamente inutili, ma pure fuorvianti:

“evitiamo cibi grassi e fritti”
Ok, i cibi grassi creano calore nel corpo, soprattutto quelli di origine animale. Ma tenete conto del fatto che anche l’olio è un grasso, eppure se consumato crudo l’effetto energetico che ha sul nostro corpo è raffreddante, oltre a mantenere l’umidità. Perciò può essere utile usarlo come condimento a crudo. Ricordate però di non abusarne: vale per situazioni climatiche come quella attuale, evitatelo in altri periodi dell’anno, specialmente se vivete come me in una zona molto umida e fredda d’inverno.
In secondo luogo, il fritto: per chi soffre di pressione bassa (come una a caso… me!) il caldo è ancora più problematico; allora consumare piccole quantità di cibo fritto a immersione, può sembrare un paradosso, ma è molto efficace per tirare su! Parliamo di fritto vegetale ovviamente, ma vanno benissimo anche tofu, tempeh, polpettine di legumi, specialmente se accompagnati da salsine agrodolci senza olio (benissimo limone, senape, acidulato, shoyu, malto, aceto di mele o di riso, succo di zenzero, erbe fresche…). In alternativa, come rimedio di prontosoccorso in caso di pressione troppo bassa, masticare un cucchiaio di gomasio la riporta in alto.

“beviamo tantissimo”
Ricordate i famigerati 2 litri d’acqua al giorno? Faccio un esempio pratico: io peso circa 41 kg (ma sono alta un metro e un tappo eh..), non mangio prodotti animali né derivati (che sono la maggior fonte di sodio per l’alimentazione di oggi), mi nutro di cereali e legumi (che assorbono da 2 a 5 volte il loro volume in acqua in cottura) oltre che di montagne di verdura di ogni tipo ogni giorno, 3 volte al giorno. Aggiungiamoci una/due tazze di té kukicha al giorno. Bene: se bevessi altri due litri di acqua oltre a quella che già assumo fra verdura, cereali, legumi e té, probabilmente avrei una pancia da far invidia a Maradona, oltre a consumare i miei poveri reni costringendoli a lavorare per niente, poiché non ho molto da filtrare con questa alimentazione. Probabilmente Maradona, che pesa 6 volte me e forse non mangia esattamente così, dovrebbe berne 10 di litri d’acqua.
Ecco perché è pericoloso dare indicazioni di questo tipo: non siamo tutti uguali, non possiamo ridurci a consigli così generici.

“Mangiamo frutta e gelati”
Non so per quale motivo si mette sempre davanti “frutta” alla verdura. La verdura contiene tutte le proprietà della frutta e molte altre ancora in quantità molto maggiori, senza per altro essere piena di zuccheri (soprattutto rispetto alla frutta tropicale, che è bene evitare o consumare in piccole quantità se ne abbiamo voglia). Non ci vuole un genio per capire che non è sostenibile consumare prodotti che vengono dal’altra parte del mondo; ma oltre a questo nobile principio, dobbiamo anche pensare all’effetto energetico che la frutta tropicale ha su di noi: ci raffredda sì, ma a lungo andare ci indebolisce, non ci aiuta a eliminare l’umidità in eccesso, un po’ come l’olio a crudo. Infatti molti frutti tropicali, vedi cocco, avocado, mango e molti altri, sono estremamente ricchi di olio (se dovete dimagrire, dimenticateveli!). Ma il problema principale di questi prodotti è il dolce. Ne siamo attratti proprio perché sono molto più dolci della nostra frutta locale, ma rivolgiamo un pensierino sempre ai nostri amici reni: a loro non piace per niente il dolce e nemmeno il grasso, insieme sono una miscela appiccicosa e micidiale che va ad intasare i nostri due filtri, composti da microscopici tubicini che vorrebbero rimanere liberi e puliti. Per questo i gelati sono un alimento tremendo per loro. Certo, i sorbetti non hanno tanto grasso come i gelati fatti con con uova e panna, ma restano due fattori pessimi per reni e per tutto l’organismo: zucchero (raffinato ovviamente) e freddo. Non consideriamo mai la temperatura né lo stile di cottura degli alimenti – per cui ci vorrà un post dedicato – ma sappiate che conta, e moltissimo!
Per farla breve, gli effetti a medio-lungo termine di un’alimentazione ricca dei suddetti prodotti sono intuibili: allergie, intolleranze, problemi respiratori (sinusite, asma, raffreddori), problemi alla pelle (vitiligine, funghi, acne, macchie…), debolezza, parossismo e molti altri ancora.

Oggi voglio proporre quindi una ricetta dolce (ma non troppo!) per il caldo, perché quasi nessuno è così bravo e giudizioso da rinunciare a tutto ciò cui era abituato da un giorno all’altro, ma può iniziare a sostituire dolcissimi coppe di gelato e macedonie di ananas e banane con qualcosa di più adatto (non userò mai l’attributo sano parlando di alimentazione, usato sempre a sproposito da chicchessia, in televisione come dal parrucchiere).

cheesecake kanten
I kanten di frutta, ovvero gelatine con agar agar, sono un’ottima soluzione: oltre a non contenere nessun grasso, non acidificano il corpo come i prodotti raffinati e di origine animale (vedi la colla di pesce), sono invece ricche di sali minerali grazie all’alga, possono essere consumate fresche, senza essere tuttavia congelate, e la frutta non è completamente cruda ma leggermente cotta.

Ora anticipo la domanda, che sorgerà spontanea fra voi: ma cuocendo la frutta non perdiamo tutte le proprietà benefiche?  Parzialmente sì, ovvio. La vitamina C è termosensibile, ma non altre vitamine, come la A ad esempio (betacarotene). Ricordate cosa dicevamo prima: La verdura contiene tutte le proprietà della frutta e molte altre ancora in quantità molto maggiori: se mangiate ogni giorno tanta verdura e un pochino di frutta, non avrete assolutamente nessun problema di carenza! L’importante è la varietà, sia nei tipi di verdura che negli stili di cottura. Certo, la verdura contiene anche molta più vitamina C, se è questo il vostro cruccio. Ma di questo parleremo un’altra volta.

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Mini cheesecake vegan ai frutti di bosco

Dosi per 4 mono porzioni

Per la base
100 g di pane di segale Pema biologico
una manciata di riso soffiato
2 C di malto d’orzo
succo di mela qb

Per il kanten
500 ml di succo di mela
150 g di Fiordifrutta ai frutti di bosco RdA
1 C di agar agar in polvere (2 C se in fiocchi)
un pizzico di sale
un pezzo di scorza di limone (facoltativo)
frutta fresca a piacere

Preparare le basi frullando al mizer il pane di segale sbriciolato e il riso soffiato. Una volta ridotto in briciole, aggiungere il malto e un paio di cucchiai di succo di mela, impastare con un cucchiaio. Deve appiccicare ma essere abbastanza asciutto. Per rendere la base più gustosa, aggiungere delle nocciole invece del riso soffiato, magari per una versione più autunnale del dolce. Schiacciare l’impasto sul fondo delle monoporzioni leggermente oleate. A questo punto si può decidere di lasciare in frigorifero a riposare, oppure mettere 5 minuti in forno a 160°, per avere un risultato più asciutto; a me la base cotta piace di più, ma se non avete il coraggio di accendere il forno con 42 gradi in casa, sappiate che non è indispensabile.
Preparare il kanten sciogliendo l’agar agar nel succo di mela, con un pizzico di sale, che serve ad esaltare il dolce senza agiungere altro dolcificante. Portare a bollore, aggiungere la scorza del limone e continuare a cuocere per 5 minuti, mescolando ogni tanto per evitare che l’agar agar si depositi sul fondo e bruci. A fine cottura inserire la confettura, mescolare per scioglierla e spegnere il fuoco. Lasciare qualche minuto a temperatura ambiente, poi versare sulle basi nelle monoporzioni. Lasciare solidificare a temperatura ambiente, conservare infrigorifero un’oretta prima di servire.
Decorare con frutta fresca o granella di mandorle a piacere.

Una versione ultra leggera è, ovviamente, senza la base: il solo kanten è comunque appagante per le gole avide di freschezza ed è davvero versatile: al posto della confettura si può usare frutta fresca a cubetti, oppure frutti di bosco, aggiunta direttamente negli stampini, si verserà il kanten ancora liquido fatto con solo succo di mela.

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umesapiens

Sono Silvia, vivo in Brianza e da anni mi dedico anima e corpo alla cucina naturale, vegana e macrobiotica. Organizzo su richiesta corsi di cucina naturale e piccoli catering a domicilio. Sono disponibile per consulenze macrobiotiche.

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3 Responses

  1. Eleonora ha detto:

    Molto interessante questo post, mentre le raccomandazioni del TG fanno sempre ridere 😛
    A proposito dell’acqua, anch’io sono giunta alla tua stessa conclusione (spero proprio sia corretta, ma dato che bevo pochissimo e non sono ancora morta penso lo sia!).
    Vorrei chiederti un consiglio riguardo all’agar agar, dato che mi sembra tu sia ben informata sull’argomento: io ho acquistato quello in fili, ma non sapevo avesse un potere gelificante minore, poi però ho letto qua e là che e così, ma non trovo raccomandazioni riguardo alle dosi…devo regolarmi con quelle dell’agar agar in fiocchi? Il potere gelificante è lo stesso? O dovrei seguire altre dosi ancora? Sapresti darmi un’indicazione? Te ne sarei infinitamente grata! Grazie!!! 🙂

    • umesapiens ha detto:

      Ciao Eleonora 🙂 anche io ho provato l’agar agar in fili. In realtà non hanno potere gelificante diverso l’uno dall’altro, ma ovviamente quello in polvere è più concentrato (a parità di peso, ha volume molto minore rispetto a quello in fili e in fiocchi). Per usare correttamente le alghe che hai tu, dovresti pesarle.. Mi rendo conto che non è semplice, specie quando ne usi una minima quantità! Il consiglio che ti posso dare è di mixarle e ottenere dei fiocchi, per le dosi ricorda di raddoppiare abbondantemente (1c di agar agar in polvere = 3c in fiocchi). Con la pratica troverai anche tu i tuoi trucchi 😉
      A presto!
      Silvia

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