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Hummus di fagioli azuki

Ormai l’hummus è una pietanza nazionalpopolare in Italia. Magari non per i nostri nonni, ma sulle nostre tavole, o più frequentemente nei ricchi aperitivi milanesi, un po’ fusion e un po’ veganizzati, come vuole la moda del momento (ben venga!).

Vi propongo una versione di hummus con i fagioli azuki, questi ancora poco usati, o usati male in genere. Sono abbastanza difficili da inserire in una cucina mediterranea, con tanti sapori sapidi, come la nostra. In effetti il loro sapore è dolcissimo, tant’è che si prestano per molte preparazioni di dolci (in Giappone l’anko, gelatina di fagioli azuki, è il dolce più mangiato che ci sia).

fagioli azuki

In giapponese, azuki significa “piccolo fagiolo”, sono rossi e hanno un piccolo taglietto bianco che li contraddistingue. Costano poco, ma spesso vengono venduti come “soia rossa” (come i fagioli mung, detti “soia verde”, non hanno nulla a che vedere con la soia). Nella cucina naturale sono largamente impiegati: in macrobiotica esistono decine di rimedi con questi fagioli!

Ecco perché i fagioli azuki fanno bene:

rinforzano i reni: come tutti i legumi del resto, ma l’azione degli azuki è più intensa, li obbliga a lavorare e filtrare a fondo (anticamente in Oriente erano l’unico rimedio per smaltire il veleno e letossine portati dal morso di topi, cani e animali selvatici);

regolano il funzionamento dell’intestino;

regolano il flusso mestruale;

regolano la glicemia, soprattutto se associati a zucca o altre verdure dolci (particolarmente indicati per i diabetici);

ridanno vigore nei momenti di mancanza di energia.

Insomma, qui l’unica domanda ammissibile è: perché non mangiarli?
Io li adoro senza riserve. Lo stufato di azuki e zucca è uno dei miei preferiti, ma ve lo spiegherò nei dettagli quando farà un po’ più freschetto, ovviamente!

Questa che vi presento, invece, è una versione decisamente estiva, o “quattro stagioni”, perché come crema si adatta anche a farcire panini, chapati e piadine, in ogni momento. Personalmente non amo servire nessun hummus con crostini, grissini o altri surrogati di pane: è una purea di legumi, un farinoso mix di proteine, carboidrati e grassi buoni, perciò non è il massimo consumarlo con altri farinacei, che significherebbe aggiungere altre proteine, carboidrati e grassi. I legumi vanno serviti con le verdure, che costituiscono un ottimo complemento per questi meravigliosi amici dei reni: bilanciano l’energia contraente e calda yang, con un’energia yin, fresca ed espansiva.

  hummus_azuki2

Hummus di fagioli azuki

1 T di fagioli azuki secchi
un pezzo di alga kombu
2 C di tahin
4 C di olio di sesamo
sale qb
il succo di un limone
1 spicchio d’aglio
(cumino o coriandolo facoltativi)

Mettere a bagno gli azuki con l’alga kombu e lasciarli almeno 8 ore, cambiando possibilmente l’acqua un paio di volte.

Scolare e sciacquare i fagioli, metterli in una pentola dal fondo spesso e coprire d’acqua fino a due dita sopra il livello dei legumi. Cuocere con la kombu per circa un’ora, controllando che l’acqua non evapori del tutto. Spegnere solo quando saranno teneri (non fatevi ingannare dalla pellicina che si stacca, perché questo legume tende a disfarsi dall’esterno, ma a restare crudo all’interno).

In una padella scaldare olio, aglio, sale e due cucchiai d’acqua (anche quella di cottura dei legumi) e lasciare due minuti. Rimuovere l’aglio e versare in un mixer con gli azuki e tutti gli altri ingredienti. In questo caso ho omesso qualsiasi spezia, perché mi piace gustare il sapore degli azuki al naturale.

Frullare fino a ottenere una consistenza molto morbida e cremosa. Aggiungere dell’acqua se necessario.

Servire a temperatura ambiente accompagnato da verdure crude.

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umesapiens

Sono Silvia, vivo in Brianza e da anni mi dedico anima e corpo alla cucina naturale, vegana e macrobiotica. Organizzo su richiesta corsi di cucina naturale e piccoli catering a domicilio. Sono disponibile per consulenze macrobiotiche.

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6 Responses

  1. Erica Di Paolo ha detto:

    Amo gli azuchi!! Proprio oggi dicevo a mia mamma “quasi quasi provo a fare dei ….. con i fagioli”. E pensavo proprio agli azuki ^_^
    Come sempre approvo le tue scelte e rimango ammaliata dal tuo sapere, che assorbo e faccio mio.
    Grazie ^_^

  2. Mariella Tegoni ha detto:

    Ciao Silvia, ho letto con molto interesse la ricetta della bavarese di pere e zenzero e la provero’ sicuramente. Ho un problema personale con agar agar perché per 2 volte le mie bavaresi si sono sedute in maniera indecente una volta tolte dallo stampo ! Provero’ come spieghi tu. Per quanto riguarda l’hummus di azuki, e più in generale, potresti spiegarmi le tue unità di misura ? T, C, c. Ho immaginato che C e c, stanno per cucchiaio grande e piccolo rispettivamente, ma T, non sono riuscita ad immaginare. Grazie in anticipo, un saluto Mariella

    • umesapiens ha detto:

      Ciao cara 🙂 hai ragione, dovrei inserire una legenda da qualche parte! T sta per TAZZA, mi sono convertita alle unità di misura americane, dove C sta per CUP e tsp per cucchiaino. Nella cucina naturale, dove gusto, intuito e sensazioni contano più dei milligrammi, questo metodo è ideale 🙂 per l’agaragar, ho omesso di dire che io uso quello in polvere. Se usi quello in fiocchi devi raddoppiare. Fammi sapere! Un saluto 😉

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