• Senza categoria

Please, don’t call it “vegan Pastiera”!

Eccoci: dopo tanti dire e fare per la sacrosanta salute della famiglia, vi propongo una bomba di questo calibro! Per di più, imitazione di un’originale difficilmente -inutilmente- imitabile. Parliamo di pastiera, ovviamente.
Non amo trasformare in versione vegan ciò che nasce come espressione della tradizione di un certo popolo in un certo contesto storico-sociale. E neppure mi piace il neologismo abusatissimo “veganizzare“. Tuttavia, quando cucino i dolci non li faccio quasi mai per me. Penso agli altri e a cosa potrebbe far loro piacere, penso che questi concetti siano molto/troppo complicati per chi non abbraccia uno stile di vita simile al mio, penso che forse per una volta si possa seppellire l’orgoglio con una punta di saccenza, tipico di chi come me sa di saperci fare quando si tratta di cucina e salute. 
Per una volta, quindi, propongo un surrogato, brutta-ma-buona-copia di uno dei dolci meglio riusciti al mondo… ma, perfavore: non chiamatela pastiera vegan!
Per me il concetto di Pasqua è vuoto, ma non quello di pace e di rispetto di tutti. Perciò, con questo dolce indefinito auguro buona pace a tutti: a chi mi è vicino e a tutti i viandanti curiosi che passano di qua 😉
Le dosi sono all’americana: utilizzo la stessa tazza per tutte le misure.
Dolce “di Pace”

(don’t call it “vegan Pastiera”!)

 

Per la base:

1 T farina di farro integrale
1 T farina 2
1 T farina 0
1/3 T latte di riso
1/2 T olio di semi di girasole
1/2 T malto di riso
la scorza di mezzo limone grattugiata
un pizzico di sale

Per la farcia:

500 g bulgur integrale cotto in acqua e poco sale
1 T latte di riso
200 g tofu al naturale
1/2 T malto di riso
1/4 T acqua di fiori d’arancio
1 c raso di pisto
la scorza di mezza arancia bio
1 c di agar agar in polvere
2 C di kuzu o arrow root
un pizzico di sale
Preparare prima la farcitura. Io ho preferito usare il bulgur, che assomiglia motissimo al grano cotto, ma cuoce in molto meno tempo, cuocendolo per assorbimento con meno sale del normale. Pesarne 500 g e metterlo in un tegame con 1 tazza di latte di riso e un’altra mezza tazza d’acqua. Portare a cottura e abbassare il fuoco al minimo, finché il cereale non assorbe quasi tutto il liquido (deve restare cremoso). Trasferire in un contenitore e lasciare intiepidire. 
Per la base, come sempre si miscelano le polveri e a parte i liquidi, fare un buco nelle farine e  versarli. Iniziare a mescolare  con una forchetta, poi a mano. L’impasto deve risultare più morbido della classica frolla, altrimenti risulterà troppo secco e duro, non essendoci burro. Stendere aiutandosi con 2 fogli di carta forno, fino ad ottenere uno strato di circa 3-4 mm di diametro. Oleare e infarinare uno stampo da pastiera o da crostata, rivestire con la pasta e tagliare l’eccesso. Impastare di nuovo gli esuberi, tirare e ottenere le strisce. 
Per terminare la farcia, frullare tofu, malto, sale, acqua di fiori d’arancio, pisto (o cannella), kuzu e agar agar. Tritare al coltello molto finemente la scorza di mezza arancia bio (solo la parte arancio) e aggiungerla. Versare il tutto nel bulgur ormai tiepido e mescolare. 
Farcire la torta, decorare con le strisce e richiudere i bordi. 
Cuocere in forno caldo a 160° per circa 45 minuti.

 


umesapiens

Sono Silvia, vivo in Brianza e da anni mi dedico anima e corpo alla cucina naturale, vegana e macrobiotica. Organizzo su richiesta corsi di cucina naturale e piccoli catering a domicilio. Sono disponibile per consulenze macrobiotiche.

You may also like...

8 Responses

  1. Titti ha detto:

    Che deliziosa… poi il riso e il tofu… ci sono gli ingredienti familiari a noi giapponesi…

  2. BARBARA ha detto:

    Dolce davvero interessante!

  3. Fausta Lavagna ha detto:

    beh, intanto perfettamente d'accordo su tutto ("buona pace" compresa :)). Poi… premettendo che la tua copia dev'essere buona, ma sicuramente NON E' brutta (anzi, direi che attira parecchio), mi dici cos'è il pisto? Non lo conosco… Un bacio e grazie per la "non-pastiera"! 🙂

  4. Pasticci Patapata ha detto:

    grazie Titti! Secondo me una dieta giappo-mediterranea, basata su alcuni prodotti sia giapponesi che italiani che siano davvero giusti per l'uomo (vedi cereali integrali e legumi, associati a shoyu, miso, sesamo, insalatini etc), è quella migliore che ci sia 🙂 Sai che oggi è esattamente un anno dalla nostra partenza per il Giappone?? il viaggio che vi ha cambiato la vita!! che nostalgia 🙁 un abbraccio da lontano

  5. Pasticci Patapata ha detto:

    grazie Brabara, provare per credere 🙂

  6. Pasticci Patapata ha detto:

    ciao carissima 🙂 il pisto è un mix di spezie usato nei dolci napoletani, soprattutto i Roccoccò e in generale quelli natalizi. è a base di cannella e chiodi di garofano, assomiglia un po' alle spezie per i gingerbread-men, senza lo zenzero. In realtà non è tipico nella pastiera, ma l'ho voluto aggiungere per ricordare l'origine del dolce, al posto della semplice cannella, con cui comunque lo si può sostituire. Bacioni!

  7. MARI Z. ha detto:

    Chiamala pure come ti va…io la battezzerei Delizia! :-DDev'essere davvero speciale! 😛

  8. Unafettadiparadiso ha detto:

    La cercavo, mi mancava, se l'avessi trovata prima, l'avrei provata ad occhi chiusi, ma la proverò stai certa, devo solo trovare alcuni ingredienti da te elencati e me la pappero' tutta io!!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*