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Veg&Beer #5 Frittura di fiori di sambuco, tempeh e birra acida Gueuze 100% Lambic bio

…metti insieme tempeh fritto e birra acida e hai fatto la felicità del tuo palato.
Entrata prepotentemente nella top 3 delle mie birre preferite, finalmente ho trovato un abbinamento con un piatto vegan degno di lei.
Fritture di tempeh e fiori di sambuco con Cantillon Gueuze 100% Lambic BIO
 D’accordo, la birra acida non è per tutti i palati, ma se uno è abbastanza abituato a bere birra e vino di qualità, è alquanto improbabile che non apprezzi questo miracolo del Pajottenland. Cantillon è uno storico produttore belga di birre a fermentazione naturale, cioè senza inoculo di lieviti da alta o bassa fermentazione. Gran parte del merito di quel suo sapore caratteristico ed amabile è dovuto ai microrganismi presenti nell’aria. A questo proposito, circolano storie bizzarre circa la dubbia salubrità del laboratorio dove avviene il miracolo chiamato Gueuze… ma qualunque sia il segreto della Gueuze, va bene: con o senza topi!!
(..scherzo eh!)
Tutte le birre di Cantillon sono piccoli capolavori, ma devo dire che questa in particolare ha tutta – ma proprio tutta – la mia stima: una vera birra biologica, non di quelle finte bio o che pure di essere bio mancano di personalità. Questa qui è una birra macrobiotica, eccome!! Biologica, senza zucchero, senza lievito ma fermentata naturalmente con microrganismi presenti nell’aria…
Insomma, s’è capito che per farmi felice basta una Gueuze Lambic Bio?
Passiamo alla scheda tecnica, per chi mastica/sorseggia l’argomento:
 

Gueuze 100% Lambic Bio
Birrificio Cantillon – Bruxelles 
5.0%vol
Colore rosso arancio. L’assemblaggio di lambic giovani e lambic mature le donano un profumo di uva ed un gusto acidulo, fruttato ed allo stesso tempo secco e ripulente, che la rende idonea ad essere gustata sia come aperitivo che come birra di chiusura in una serata di degustazione.
(Fonte: www.birraland.it)
 
 
 
 
 
Ora, la regola per non sbagliare con gli abbinamenti, è che il sapore acido va a braccetto col grasso. Per questo motivo si sentono sempre consigliare taglieri di formaggio con la birra. Ma qui “chez Patapata”, dove di formaggio non se ne mangia, ma in compenso abbiamo un po’ più di fantasia, proponiamo un felicissimo matrimonio: birra acida e tempeh fritto. Un altra meraviglia del mondo della gastronomia, il tempeh è molto grasso, trattandosi di fagioli di soia (soia = 40% grassi, ma di quelli buoni, insaturi). Oltre ad essere buono per la salute, è pure lui un prodotto fermentato naturalmente: tempeh VS formaggini  2 – 0.
Infine, visto che siamo in primavera, visto che la Brianza abbonda di questi fiori e che proprio stamattina li abbiamo trovati nei campi, ho pensato di arricchire di profumi e alleggerire il piatto con una fritturina di fiori di sambuco. Ovviamente pastella di lievito madre, ça va sans dire!
Frittura di fiori di sambuco e tempeh 
con birra acida Gueuze 100% Lambic bio

Per due porzioni

200 g di tempeh bollito in brodo di shoyu e zenzero
1 C di farina di riso
4 o 5 grappoli di fiori di sambuco freschi
50 g di pasta madre
200 ml di acqua tiepida
farina mista riso e semola rimacinata qb
sale qb
olio di semi di mais bio per friggere
Preparare la pastella almeno 3 ore prima, sciogliendo la pasta madre nell’acqa tiepida e aggiungendo le farine sbatendo con una frusta. La pastella deve essere abbastanza liquida, ma sollevando la frusta deve rimanere abbastanza attaccata.Coprire con un piatto e lasciare attivare la fermentazione a temperatura ambiente per almeno 3 ore. Si può lasciare anche la notte intera in frigorifero.
Scolare il tempeh e tagliarlo a cubotti, poi passarlo nella farina di riso.
Sciacquare delicatamente i fiori, in una bacinella di acqua fredda e bicarbonato. Lasciarli scolare bene.
Scaldare l’olio con un pezzo di alga kombu (facoltativo). Quando è caldo, provare con un pezettino di tempeh: se risale in pochi secondi, è caldo abbastanza. Iniziare a friggere il tempeh, che non avendo pastella lascerà l’olio più pulito. Scolare man mano che i pezzi diventano marroncini.
Cominciare con i rametti di sambuco intinti nella pastella che va salata all’ultimo momento. Scolarli bene, la pastella non deve essere eccessiva, altrimenti sparirà tutto il profumo delicatissimo del fiore.
Mangiare subito, consiglio di iniziare con i fiori: il gusto è più delicato e si raffreddano prima.

umesapiens

Sono Silvia, vivo in Brianza e da anni mi dedico anima e corpo alla cucina naturale, vegana e macrobiotica. Organizzo su richiesta corsi di cucina naturale e piccoli catering a domicilio. Sono disponibile per consulenze macrobiotiche.

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