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Zuppa di cardi e orzo mondo

L’inverno più freddo stenta ad arrivare, non sappiamo se ci risparmierà nel nuovo anno oppure se una nevicata ci seppellirà. Noi però cominciamo comunque ad entrare nell’ottica dell’auto-riscaldamento corporeo!

La questione è: come riscaldarci con il cibo in inverno?

Nella medicina cinese l’ultimo stadio dell’intero ciclo energetico è definito “Acqua”. Questa energia è la più profonda e recondita in noi, l’ultima che viene consumata per tirare avanti la carretta in attesa che la primavera ci porti energia nuova e vivace. L’energia Acqua è legata ai reni, alla vescica e alla struttura ossea. Gli alimenti che hanno una qualità Acqua sono soprattutto grano saraceno, fagioli neri, alghe, castagne e in generale il sapore salato.

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I reni sono la vera e propria sede della vitalità, è qui che risiede il cosiddetto istinto di sopravvivenza. Sono quindi organi fortissimi, è davvero difficile danneggiarli… ma grazie allo stile di vita contemporaneo, siamo riusciti anche in questa impresa. Brutte notizie: ho detto che è difficile fare ammalare i reni, ma ancora più dura è la via della guarigione.

Perciò conviene non affaticarli. I reni soffrono molto il freddo, quindi cerchiamo di scaldarci per bene in questa stagione, sia con rimedi esterni (coprendo bene la zona lombare), ma soprattutto scegliendo con cura il nostro cibo.

Do per scontato il concetto di stagionalità, che sta alla base non solo della macrobiotica, ma di tutta l’alimentazione umana (o perlomeno dovrebbe). I prodotti invernali sono tutti i cavoli, i broccoli, le radici dolci e amare, rape di tutti i tipi, cardi, finocchi, foglie amare etc. Agli ortaggi si aggiungono i semi, i legumi, fondamentali per conferire forza ai reni, e ovviamente i cereali, eccetto quelli di origine tropicale (riso lungo, amaranto, quinoa etc).

Insomma, verdura, legumi e cereali: dove sarebbe la novità!?

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Ecco la chiave di volta: in questa stagione diventa fondamentale scegliere il giusto metodo di cottura del cibo. È così che il cibo assume una qualità più yang, e quindi ha il potere di scaldarci, piuttosto che yin.

Ad esempio, la zucca si mangia anche in primavera-estate, ma quando fa freddo cuociamola molto più a lungo, soprattutto nelle zuppe o al forno.

I metodi di cottura da prediligere sono proprio quelli più intensi e lunghi, per la gioia dei lavoratori da “un panino e via”: stufati, brasature, bolliture etc. Ma ecco la buona notizia: la frittura ad immersione e la cottura in forno sono entrambi molto riscaldanti! Ovviamente senza esagerare: qualsiasi metodo portato all’estremo danneggia proprio la sfera energetica a cui avrebbe potuto giovare.

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Parlando di cotture lunghe, vi ho preparato una buonissima zuppa di cardi e orzo mondo, un ottimo cereale un po’ difficile da trovare, ma che si può sostituire con l’orzo decorticato, che è appena più lavorato (non vale l’orzo perlato, che invece è del tutto raffinato). I cardi invece sono un ortaggio tenace e iper resistente, per questo sono ottimi per l’inverno dal punto di vista energetico; inoltre, l’inconfondibile gusto amaro li annovera fra i cibi più purificanti per il fegato e quindi per il sangue (effetto totalmente vanificato dall’aggiunta di besciamella e formaggi, come siamo soliti servirli in genere!).

 

Zuppa di cardi e orzo mondo

1 T di orzo mondo
2 coste di cardi (il cuore è più tenero)
1 carota
1 cipolla
un gambo di sedano
2 foglie di cavolo verza
2 C di olio di sesamo
sale
alloro
prezzemolo

Sciacquare l’orzo mondo e metterlo a bagno per almeno 12 ore. Poiché è un cereale dalla lunghissima cottura, prima è meglio cuocerlo in pentola a pressione con 3 tazze d’acqua e un pizzico di sale, per 15 minuti a partire dal fischio. Intanto pulire i cardi facendo attenzione alle spine e poi tagliarli a tocchetti. Fermare la cottura a pressione, aprire e inserire i cardi e un’altra tazza d’acqua, ancora un pizzico di sale e continuare la cottura normale. Nel frattempo pulire e tagliare il resto della verdura e inserirli dopo altri 15 minuti di bollitura, insieme all’alloro. Da questo momento contare 30 minuti di cottura, aggiungendo dell’acqua solo se questa asciuga. A questo punto il cereale deve essere morbido e la pellicina che lo riveste ritirata. Prelevare un mestolo di zuppa e frullarla con il minipimmer, inserirla di nuovo in pentola, mescolare brevemente e spegnere il fuoco. Servire con prezzemolo tritato.

Non ho aggiunto alcuna spezia né peperoncino, perché non aiutano a concentrare l’energia, anzi la disperdono. Perciò meglio evitarle in questo periodo dell’anno.

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Sono Silvia, vivo in Brianza e da anni mi dedico anima e corpo alla cucina naturale, vegana e macrobiotica. Organizzo su richiesta corsi di cucina naturale e piccoli catering a domicilio. Sono disponibile per consulenze macrobiotiche.

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3 Responses

  1. letissia ha detto:

    Carissima, da quanto tempo! Grazie per tutti i suggerimenti preziosi che hai fornito insieme a questa zuppa veramente spaziale!!!
    Auguri di buone feste, cara, fatti vedere, baci.

  2. Erica Di Paolo ha detto:

    Mamma mia….. non ho parole. Immagino solo il sapore di questa meravigliosa zuppa e mi sciolgo.
    Sei magica, intensa e preziosa. Grazie.

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