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Zattera di asparagi e hijiki con riso Java ai fiori di ciliegio

Vorrei rassicurare coloro che non hanno afferrato due o tre paroline nel titolo del post: non è che mangio tutti i giorni così! Ho poco tempo per dedicarmi ai miei doveri bloggherecci come dovrei, perciò cerco di concentrare i miei interventi proponendo qualcosa che per molti suona insolito.

 

In primis, spendo due paroline per il riso che ho utilizzato.
Voi lo potete ammirare in tutto il suo splendor livido, fra il bordeaux e il violaceo. In realtà si tratta di una miscela di riso Java, proprio come quello di cui vi ho già raccontato qui. In questo caso, si tratta di riso integrale rosso, rosa e nero, provenienti dalle isole di Giava e Bali. Anche stavolta, l’aroma sprigionato è indescrivibile! Ho pensato di esaltarlo aggiungendo una chicca che più chicca non si può (concedetemela, è uno dei miei acquisti giapponesi!): fiori di ciliegio sotto sale. Hanno un profumo più che intenso di ciliegia matura, il sale ne concentra ogni particella di fragranza, per poi sprigionarla una volta immersi in acqua calda (in genere ci si fa una tisana, oppure si usano per condire riso in bianco).

Ecco qua, il destino di 4 ingredienti sconosciuti, che hanno fatto letteralmente il giro del mondo da Indonesia, Giappone, Italia e Francia (alghe hijiki) e si sono incontrati nella mia piccola dispensa in un paesino brianzolo di 4000 anime, per poi portare a compimento la loro trasformazione in qualcosa di meraviglioso..

Zattera di asparagi e hijiki
con riso Java ai fiori di ciliegio

150 g di riso Java rosa, rosso e nero Altromercato
un mazzetto di asparagi sottili
alghe hijiki essiccate qb
2 fiori di ciliegio sotto sale
2 cucchiai di gomasio
1 cucchiaio di olio di sesamo

Potete bollire semplicemente il riso fino a completa cottura, oppure procedere con la cottura per assorbimento come segue: lavare bene il riso; metterlo direttamente in pentola con il doppio del suo volume di acqua e un pizzico di sale, portare a bollore e cuocere per circa 5 minuti. Aggiungere 2 fiori di ciliegio precedentemente dissalati sotto acqua fredda, coprire e continuare la cottura per altri 10 minuti. Spegnere il fuoco e lasciare coperto fino a completo assorbimento dell’acqua.
Nel frattempo, avrete lasciato in ammollo le alghe in acqua tiepida per mezzora. Scolare e sciacquare. In una wok scaldate l’olio e diffondetelo sulla superficie, aggiungere gli asparagi interi ben puliti e pelati, poi le alghe spezzettate e aggiungere un mestolo di acqua calda. Lasciare stufare per circa 5 minuti, finché gli asparagi inteneriscono.
Comporre il piatto disponendo gli asparagi a zattera, le alghe, condire con gomasio (il mio è quello giapponese con sale rosa) e il riso. Decorare con il fiore di ciliegio.


 …e con ciò, partecipo al GFFD di questa settimana


http://www.glutenfreetravelandliving.it/gluten-free-friday/

umesapiens

Sono Silvia, vivo in Brianza e da anni mi dedico anima e corpo alla cucina naturale, vegana e macrobiotica. Organizzo su richiesta corsi di cucina naturale e piccoli catering a domicilio. Sono disponibile per consulenze macrobiotiche.

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9 Responses

  1. No sugar please... ha detto:

    Ciao cara, ti scrivo qui perché ho problemi a pubblicare alcuni commenti nel mio blog ultimamente. Comunque ho letto con molto interesse il tuo al mio dessert con le ciliegie. Io ormai utilizzo soltanto l'agar agar, ma ogni tanto propongo anche la gelatina perché qualcuno si è lamentato di non trovare l'agar agar e altri di non saperlo usare quindi dò l'alternativa. Ma tu mi consigliavi anche qualcos'altro che non ricordo. Mi faresti un ripassino? Grazie e scusa il disturbo!! Un abbraccio

  2. Pasticci Patapata ha detto:

    ciao Vale! mi fa piacerissimo se ti interessa l'argomento 🙂 io in genere per fare budini e derivati uso agar agar, che poi ormai si trova ovunque, perfino al supermercato! anche se probabilmente lì si stra-paga un barattolino da 2 once perché è della Decora o altra marca per cake designer.. Io compro al bio, non c'è niente di più naturale (è solo alga essiccata!). Altrimenti è validissimo anche il KUZU (o Kudzu), che è una radice ma si trova in polvere oppure in "tocchi", tipo il bicarbonato per digerire. QUesto si usa più o meno come una maizena: sciogli in acqua/altro liquido freddi, poi aggiungi in cottura al composto da addensare. Oppure quando non ho né uno né l'altro in casa, uso maizena o farina di riso soltanto (per il gelo di anguria va benissimo), ma in certi casi si sente troppo il sapore. Tipo, per un budino di latte di soia te lo sconsiglio, a meno che non ci sia un altro ingrediente corposo tipo cioccolato fuso o crema di nocciole.. Ti ritrovi? ciao a presto!! Pata

  3. letissia ha detto:

    Che bel piatto, Pata, ricco di sapori e colori, gnam!!! I fiori di ciliegio sotto sale sono per me materia commestibile sconosciuta (come mi piacerebbe assaggiarli!), mentre grazie ad un tuo precedente post ho scoperto il riso java che mi ha letteralmente esaltato! Le hijiki infine non le mangio da un tempo infinito… ma devo dire che tra le varietà di alghe che consumavo erano le mie preferite! 🙂 Buona domenica!

  4. un piatto ben presentato e interessante nei sapori

  5. Pasticci Patapata ha detto:

    grazie leti! questi tipi di riso sono davvero eccezionali, per noi è diventato il cibo "della festa" 😉 un abbraccio

  6. Pasticci Patapata ha detto:

    grazie Enrica e benvenuta nel Pata-mondo! a presto 😉

  7. ~ Inco ha detto:

    che assemblaggio ragazzi!!Qui c'è una vera cuoca!!Complimenti!!Incoronata

  8. No sugar please... ha detto:

    Ottimo!! Grazie mille per le dritte 😉 A presto!

  9. Trovo meraviglioso questo piatto!! Complimenti mi hai fatto anche tornare fame… 😀 Bravissima! Ciao a prestoFederica 🙂

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